Quali sintomi sono legati alla presenza di questi parassiti? (Parte 1)

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Le cose sono cambiate nel 2011, quando nella parte sud della laguna di Venezia si è registrata una perdita tra l’80% e il 90% degli animali allevati.

O la sua presenza, come quella di altri patogeni, è diventata pericolosa perché legata alla tipologia di allevamento e alle condizioni dell’ambiente in cui vive? La ricerca ha indagato anche la mortalità nelle ostriche concave (Crassostrea gigas), una specie che sta ricevendo un crescente interesse commerciale e i cui allevamenti sono in espansione. È stato studiato anche episodio di mortalità di ostriche concave allevate in lanterne avvenuto a Scardovari, in provincia di Rovigo, nella prima metà del mese di maggio 2011. Dal confronto dei dati è quindi emerso che le ostriche concave allevate in laguna e con la tecnica della lanterna sono rimaste più vulnerabili. Sono tre i tipi di malattie associate al consumo di pesce: allergie, intossicazioni e infezioni. Una piccola premessa: per pesce intendiamo sia pesce d’acqua dolce che salata, includendo pesci nel senso stretto del termine e frutti di mare quali molluschi (ostriche, mitili, vongole) e crostacei. Questo parassita è un “vermetto” lungo circa 2 cm ma molto sottile quindi difficile da individuare nella muscolatura del pesce. Larghe epidemie da Anisakis sono state documentate nei paesi con elevato consumo di pesce crudo o poco cotto. Dopo l’ingestione delle carni infette, Anisakis penetra nella parete del tratto gastrointestinale causando l’anisakiasi invasiva; i sintomi sono sofferenza epigastrica severa ed episodica, talvolta accompagnata da nausea e vomito.

L’acaro del tarlo del legno provoca pomfi e un forte prurito sulla pelle

  • platelminti
  • nematodi
  • anellidi

Sono stati riportati anche casi di diarrea e orticaria nello stadio cronico della malattia.

Anche se vive bene nell’ambiente marino e colonizza numerose specie acquatiche, non sono molte le epidemie dovute a questo parassita in seguito ad ingestione di pesce. I virus che possono essere trasmessi attraverso l’ingestione di pesce contaminato appartengono a due famiglie: I calicivirus umani si suddividono in norovirus e sapovirus. I batteri che possono essere trasmessi da pesce contaminato possono provocare patologie più gravi rispetto ai virus. Le specie maggiormente coinvolte sono: Le infezioni correlate all’ingestione di pesce sono molto comuni. La lunghezza media è infatti di un metro, ma nelle acque della penisola iberica, dell’Australia e del Giappone sono stati scoperti esemplari anche di tre metri. Attenti al sushi: i medici del British Medicine Journal mettono in guardia dai parassiti che possono nascondersi nel pesce crudo, in particolare l’Anisakis. I molluschi costituiscono un vasto gruppo di animali dalle abitudini molto diverse: infatti,per la maggior parte vivono nelle acque dolci, mentre altre specie sono capaci di vivere all’asciutto. Vi sono anellidi parassiti come le sanguisughe che succhiano il sangue di vari animali, altri vivono in mare; altri si trovano nel terreno come il lombrico. Isolato il parassita che affligge da tempo le ostriche del Pacifico, dalla Colombia Britannica sino alla California, da un team di ricercatori della University of British Columbia.

Mangia sushi e scopre verme di un metro nell’intestino SUSHI E SALMONE CRUDO CHOC: TENIA!- il verme solitario e il pesce crudo

  • la temperatura calda dell’acqua (in estate quasi 28° C);
  • il più elevato tasso di salinità (fino al 35‰).

Le ostriche e gli altri molluschi bivalve sono quindi sicure da questo punto di vista.

Detto ciò il pesce è anche un animale che assorbe tossine, virus e batteri occorre perciò fare attenzione quando lo si consuma. Infatti sia il pesce che i molluschi (cozze, ostriche, vongole ecc..) possono nascondere, se mangiati crudi, diversi problemi per il nostro organismo. Alcuni batteri possono proliferare a causa di errori rispetto alla corretta conservazione degli alimenti, come ad esempio l’interruzione della catena del freddo o lunghi tempi di trasporto. Parliamo ora dei molluschi: cozze, ostriche, vongole…da sempre vengono consumate anche crude, se non solo crude, chi le ama dice che hanno il sapore del mare. Infine fra i virus il più comune è il norovirus, che provoca gastroenterite. «Questo parassita provoca, nell’uomo, dolori addominali e disturbi gastroenterici a volte gravi». I rischi, quando le larve sono tante, può aumentare, fino a dar luogo, in casi estremi, alla perforazione della parete gastrica. Poca igiene, tracce di mercurio e pesce non freschissimo.Crudità da asporto - Anche la passione per i frutti di mare può essere messa al sicuro. Sebbene sia possibile riscontrare Anisakis nei crostacei planctonici e bentonici (ospiti intermedi contenenti larve di terzo livello), sono i pesci i principali vettori di trasporto delle larve infettive.

Grazie alla diffusione dei ristoranti soprattutto asiatici, il pesce crudo è diventato un prodotto prelibato e sempre più consumato.Ma occhio ai parassiti dei pesci.

  • il mollusco (età);
  • l’ambiente (stagione, tasso di salinità dell’acqua);
  • le modalità di allevamento e raccolta.

Una volta pescati, tutti i pesci (ad eccezione del Pesce Piccolo) possono essere aperti.

Come primo strumento aggiuntivo per poter pescare meglio, c’è il Libro della Pesca , disponibile all’Item Shop, che aumenta la possibilità di pescare un pesce raro. Mangiare pesce crudo comporta sicuramente un maggior rischio di intossicazioni e infezioni causate da batteri patogeni, oppure di infezioni da parte di parassiti. Quando l’uomo mangia pesce infetto crudo, non completamente cotto o in salamoia, le larve possono impiantarsi sulla parete dell’apparato gastrointestinale, dallo stomaco fino al colon. La parassitosi acuta da anisakis insorge già dopo poche ore dall’ingestione di pesce crudo e si manifesta con intenso dolore addominale, nausea e vomito. Le forme croniche sono diverse, possono mimare svariate malattie infiammatorie e ulcerose del tratto intestinale oppure coinvolgere altri organi come fegato, milza, pancreas, vasi ematici e miocardio. Possibili anche reazioni allergiche fino allo shock anafilattico, a causa della sensibilizzazione alle proteine antigeniche termoresistenti del parassita. L’anisakidosi, o malattia del “verme delle aringhe”, è un disturbo causato dall’anisakis, ossia nematodi (vermi) parassiti che si annidano nelle pareti dello stomaco. Esistono prove a sostegno del fatto che, se il pesce non viene eviscerato subito dopo essere stato pescato, le larve si possono spostare dall’apparato digerente alla carne. Altri, invece, avvertono anche lo stimolo a vomitare e riescono così ad espellere il parassita dall’organismo prima che possa colonizzarlo.

La giardiosi, causata dal parassita di nome Giardia, è una delle malattie alimentari più diffuse al mondo: ecco che cosa provoca.

I sintomi possono manifestarsi da un’ora a due settimane dopo l’ingestione di pesce (o molluschi crudi o poco cotti).

Anche quando sono ben cotte le larve di Anisakis sono molto pericolose per gli esseri umani. La notorietà dell’Anisakis, è cresciuta notevolmente da quando anche in occidente è aumentata la diffusione della cucina giapponese, di cui il pesce crudo è ingrediente basilare. Infatti può accadere che esso si cibi di pesce infetto crudo o poco cotto ed allora contrae l’infezione del parassita. Egualmente prive da contaminazione di anisakis sono i molluschi bivalve: ostriche, cozze, vongole, etc. Come già detto l’infezione dell’uomo da anisakis simplex o consimili è causata da consumo a scopo alimentare di pesce contaminato crudo o non abbastanza cotto. Il parassita infatti muore quando tutti i punti del pesce raggiungono una temperatura superiore ai 60°C. I sintomi che ne conseguono dopo circa 112 giorni dal consumo di pesce crudo sono: dolori addominali localizzati nella regione dello stomaco, nausea e vomito. Se il parassita perfora l’intestino e penetra nella cavità addominale infestando fegato, cistifellea e mesenterio (parte del peritoneo che connette ileo e digiuno alla parete dell’addome). In tal modo si provoca meno traumi al paziente e si hanno tempi di recupero più rapidi.

Anisakis: contagio, sintomi e terapia del parassita del pesce crudo.

Naturalmente i paesi più colpiti sono quelli che per tradizione consumano grandi quantità di pesce crudo o comunque poco cotto.